i principi della partecipazione

La centralità della persona è il primo riferimento per ogni decisione che incide nella sfera del pubblico interesse, e così è anche per le azioni di governo del territorio.
La pratica, da parte degli enti territoriali, di forme di partecipazione allargata, non solo non toglie potere agli organi istituzionali cui competono le decisioni conclusive, ma può invece contribuire ad aumentarne la legittimazione.

OBIETTIVI DELLA PARTECIPAZIONE
Informare dell’esistenza di un Progetto/Piano, dei suoi obiettivi e possibili effetti.
Creare consapevolezza e responsabilizzazione su problemi e opportunità.
Raccogliere e utilizzare conoscenza, aspettative, inquietudini, preoccupazioni, valori, idee e proposte per orientare la progettazione e pianificazione, affinché risponda meglio alle esigenze della gente e dei diretti interessati e promuova così la qualità della vita.
Costruire il consenso sui vari passi del processo, promuovendo il dialogo tra le parti e la risoluzione dei conflitti.

I PRINCIPI
Costruire e condividere l’idea che si sta lavorando insieme per risolvere un problema e migliorare la qualità della vita.
Partecipazione, non mera comunicazione; accettare quindi che il processo possa influire sulle decisioni finali e definire e garantire al pubblico spazi reali di influenza su di esse.
Flessibilità, con struttura: non attaccarsi rigidamente al quadro legale-normativo, ma essere aperti a nuove prospettive, idee, cambiamenti, tutte convogliate attraverso un processo gestito.
Fornire garanzie, anziché dimostrazioni: è inutile insistere che non ci saranno effetti indesiderati; è molto più convincente sottoscrivere un impegno legalmente efficace che garantisca un’azione correttiva nel caso si verifichi un dato problema.
Attenersi a quanto raggiunto / stabilito nei passi precedenti.
Trasparenza: rendere accessibile l’informazione, documentare e divulgare i prodotti del processo.
Cercare il consenso su ogni passo del processo, ma accettare l’idea che divergenze e incertezza sono parte integrante e inevitabile di ogni processo decisionale. Non aspettarsi pertanto che si arrivi per forza a una posizione comune e accettare la possibilità di iterazioni.
Distinguere l’informazione fattuale (i fatti), dai giudizi di valore (che sono il frutto di preferenze soggettive).
Riconoscere al pubblico il ruolo di "controllore" dell’attuazione, cioè di verifica degli impegni presi (“1000 occhi sul territorio”).

Documento metodologico